Maurizio Costanzo si confessa: “Maria per me viene prima di tutto”

Maurizio Costanzo lancia una vera e propria dichiarazione d’amore a Maria De Filippi. Nell’intervista in esclusiva al settimanale “Chi”, il presentatore afferma “Mia moglie Maria è la cosa più importante della mia vita. Ieri avrei risposto il mio lavoro. Oggi no, vivo per mia moglie”. La dichiarazione anticipa il faccia a faccia che il giornalista e la regina della tv, sua moglie da 22 anni, hanno Intervista”, in onda giovedì 2 febbraio su Canale 5.

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“Mia moglie mi ha fregato, alla grande! Avevamo pensato a questa intervista per l’ultima puntata. Io avrei preparato i filmati per lei, e lei sarebbe stata un’ospite come gli altri. Io sono molto meticoloso e avevo già fatto montare i filmati con titoli e narrativa, per usarli quando sarebbe venuta. E invece, mentre aspettavo un altro ospite, è sbucata all’improvviso e mi ha fregato. Me l’ha fatta. Segno che anche quando pensi di controllare tutto, poi il tutto controlla una parte di te”
Poi si apre, svelando: “È stato un momento emozionante. Alla mia età, dopo aver combattuto la mafia, dopo aver raccontato le tragedie d’Italia e avere incontrato i personaggi che hanno fatto la storia, da Totò a Oriana Fallaci a Donald Trump, non credevo di potermi emozionare ancora così. Di dover trattenere il fiato per portare a termine il mio lavoro”.
Il conduttore scherza anche sulle recenti voci allarmistiche riguardo la sua salute: “Quando lavori bene succede che molti ti vorrebbero non in salute», scherza, “Io sono già morto cinque o seicento volte”.

“Costretti a vivere in tenda per non perdere il lavoro”: i dipendenti di Amazon choc

Costretti a vivere in tenda per arrivare puntuali a lavoro. Questa è la denuncia choc che hanno fatto alcuni magazzinieri di un deposito di Amazon a Dunfermline, nel Regno Unito. I dipendenti si sono accampati con le tende nella foresta vicina al capannone in cui lavorano perché preoccupati di poter perdere il loro posto di lavoro per i possibili ritardi.

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Alcuni lavoratori, come riporta Metro, che hanno preferito rimanere anonimi, hanno raccontato di aver suito minacce dal datore di lavoro in merito al loro lavoro. Un ritardo avrebbe potuto costargli il posto, inoltre i loro stipendi sarebbero tanto bassi da non potersi permettere un appartamento finendo così dentro le tende in prossimità dei boschi circostanti.
Non ha tardato ad arrivare la risposta di Amazon che tramite un suo portavoce ha replicato: «L’azienda fornisce un ambiente di lavoro sicuro e confortevole. La sicurezza e il benessere dei lavoratori sono la nostra priorità, paghiamo stipendi competitivi retribuendo i nostri lavoratori con 7,50 sterline l’ora per chi inizia fino ad arrivare a 11 sterline l’ora per chi lavora con noi da più tempo».

Costretta a lasciare il lavoro: “Stare con i bambini la mette in pericolo”

Hannah Henry, 26enne britannica, ha sempre sognato di lavorare come insegnante e di stare a contatto con i bambini, ma ha scoperto che questo può ucciderla. Assunta in una scuola nel 2012, poco dopo ha contratto il morbillo e i medici le hanno diagnosticato la sindrome di Ehlers-Danlos, un problema al sistema immunitario che le rende impossibile stare in una classe.

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La ragazza ha trascorso nove settimane in terapia intensiva per una polmonite. “Ero devastata e arrabbiata perché mi avevano detto che non ero in grado di svolgere il mio lavoro. Era difficile da affrontare anche se si trattava della mia incolumità”, le parole di Hannah al Mirror.
I problemi di salute hanno rallentato le sue attività sin dall’infanzia, quando per la stanchezza si addormentava in aula. Questo a causa della Sindrome Tachicardica Post Ortostatismo che le impone di assumere farmaci che controllino il battito cardiaco.

Corona, il giudice: “Deve restare in carcere”

Fabrizio Corona, arrestato 8 giorni fa con l’accusa di intestazione fittizia di beni, deve restare in carcere. Lo ha deciso il gip di Milano Paolo Guidi che ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai suoi difensori, i legali Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra. Il giudice, inoltre, ha respinto anche la richiesta di scarcerazione, presentata dal legale Cristina Morrone, per Francesca Persi, collaboratrice di Corona e ritenuta «prestanome» dell’ex fotografo dei vip.

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“DEVE RESTARE IN CARCERE”. Corona, tornato in carcere il 10 ottobre scorso mentre era in affidamento in prova ai servizi sociali da quasi un anno e mezzo, il 14 ottobre, attraverso i suoi legali, aveva chiesto la scarcerazione al gip Guidi, lo stesso giudice che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare per intestazione fittizia di beni in relazione agli oltre 1,7 milioni di euro in contanti trovati nel controsoffitto della casa di Persi, e poi sequestrati, e agli altri soldi ‘cash’ portati in Austria dalla stessa collaboratrice sempre per conto, stando alle indagini, dell’ex ‘re dei paparazzi’.
Secondo la difesa, però, nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip l’ex ‘fotografo dei vip’ aveva ammesso che quel denaro in contanti erano «compensi in nero» per le serate nei locali e aveva parlato di due conti in Austria e, dunque, non sussistevano più le esigenze cautelari. Per il giudice, però, le esigenze cautelari permangono ancora. «I contanti trovati nel controsoffitto e quelli in Austria (900mila euro secondo Corona, ndr) sono frutto del mio lavoro e di quello della società Atena e avevo intenzione di pagare le tasse», ha spiegato, in sostanza, l’ex agente fotografico al gip.
Per la difesa, tra l’altro, sarebbe ancora in tempo per versare le imposte e non rischiare l’accusa di evasione. Per l’accusa, tuttavia, tutto quel denaro (quasi tre milioni di euro, tra i contanti nascosti nel controsoffitto e quelli in Austria) Corona non poteva averlo, perché era in regime di affidamento e risultava formalmente solo un semplice collaboratore di Atena pagato con un fisso mensile. E proprio per eludere le «disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale», secondo l’accusa, avrebbe usato Persi come ‘testa di legnò. Da qui l’accusa di intestazione fittizia di beni. Gli inquirenti stanno ancora indagando anche sulla provenienza di quel denaro, perché lo stesso gip, tra l’altro, nell’ordinanza aveva fatto notare come «sembra incredibile che Corona abbia racimolato circa 3 milioni di euro in neanche un anno di tempo (solo dall’ottobre 2015 aveva modo di muoversi liberamente per svolgere le citate serate)».

Lei è malata terminale, ma lui la frequenta e decide di sposarla: “Ecco perché”

Si erano conosciuti all’inizio del 2015 grazie alla popolare app di incontri Tinder. Dopo aver iniziato a messaggiare, lei aveva confidato a lui di soffrire di una malattia che l’avrebbe uccisa nel giro di tre anni, eppure il ragazzo decise di frequentarla e portare avanti la relazione fino al matrimonio.

1844507_titolomAndy Bell e Anna Swabey, rispettivamente 26 e 24 anni, sono i protagonisti della storia che sta commuovendo la Gran Bretagna e il mondo intero. Durante lo scambio di messaggi, Andy chiese a Anna di incontrarsi e lei rispose così: «Ho un tumore al cervello che potrebbe uccidermi entro tre anni, capirei se tu non avessi più voglia di frequentarmi». Invece, a sorpresa, Andy decise di vederla.
«In quel momento rimasi sotto choc, perché non è ciò che ti aspetti da una ragazza così giovane» – racconta il ragazzo al Daily Mail – «In quel momento potevo svignarmela, ma ero così preso da lei che decisi di frequentarla comunque, e non era certo per compassione che lo facevo». Avviare la relazione fu facile, conoscere la famiglia di Anna un po’ meno: «Mi sentivo in imbarazzo perché non sapevo cosa potessero pensare di un ragazzo che usciva con la loro figlia anche se malata terminale. Poi però tutto è andato per il meglio».
Nel frattempo, le condizioni di salute di Anna peggiorarono e la ragazza fu costretta a lasciare il lavoro per curarsi. Il male che l’ha colpita è incurabile, ma le operazioni e la chemioterapia possono garantirle almeno qualche mese in più di vita. La relazione con Andy proseguì, inevitabilmente, da un ospedale all’altro. Ora però il ragazzo, dopo aver parlato con i genitori di Anna, ha deciso di sposarla: «Lei è una ragazza straordinaria, molto forte, anche se a volte la paura e il dolore la rendono molto fragile. In quei momenti mi sento impotente, ho paura anch’io ma non voglio farglielo notare. A settembre ci sposeremo, anche se so che prima dei 30 anni sarò vedovo. Ora, però, penso solo al momento in cui potrò presentarla come mia moglie».

Papà sta a casa con i figli per un giorno, poi il post con quello che tutte le mamme sanno

“Oggi ho dovuto fare la mamma”, inizia così il post pubblicato su Facebook da Brad Kearnes, un giovane 27enne papà di due figli. La foto con il suo bambino è diventata virale perché l’uomo ha scritto cosa si prova a ruoli invertiti per poi concludere che è meglio fare il papà.
Brad era stato costretto a tornare di corsa a casa dal lavoro perché la moglie aveva avuto un problema di salute ed era dovuta correre in ospedale. Così lui si è preso cura dei figli.

13321903_10154345195674101_631074445933831196_n“Sapete quando vostra moglie vi dice: ‘Vorrei tanto fare il papà’ e voi pensate…beh, è la stessa cosa. Bene, sedetevi, prendete un drink, un po’ di popcorn, cancellate i vostri programmi e tenevi stretti perché sto per farvi fare un giro sulle montagne russe che vi porteranno attraverso cascate di vomito, cacca e molte lacrime… Tutto è iniziato ieri mentre sono scappato dal lavoro. Perché sono un papà e i papà si riposano per più di 40 ore a settimana giustificati dalla scusa socialmente accettata di ‘supporto alla famiglia’ mentre la mamma continua a fare quello che le donne sembrano essere tagliate per fare. ‘Il mio fegato ha ceduto’, diceva il messaggio di Sarah. Ed ecco che sono diventato una mamma”.
Il giovane papà ha raccontato l’intera esperienza, i momenti teneri che ha vissuto, ma anche l’incubo ogni volta che i bambini piangevano. “È meraviglioso – scrive – quando i bambini si addormentano. Quando il suo respiro si fa pesante e non riesce a tenere gli occhi aperti e allora lo abbracci così teneramente, lo baci sulla fronte e cammini in punta di piedi nella stanza… lo appoggi sul letto, lo copri e lo accarezzi… Fino a che arriva la parte in cui lui si sveglia e le urla arrivano fino al cielo. Quindi devi rifare tutto di nuovo, alle 10.30, mezzanotte, all’1.45, alle 3.30, ero così eccitato che tutto continuasse fino alle 5.00 eccetto per il fatto che stava iniziando una nuova giornata. Sapevate che la privazione del sonno è una forma di tortura?”.
Lodando le mamme che riescono a badare a casa e figli contemporaneamente, ha aggiunto che lui, invece, non è riuscito neanche a pensare alla sua igiene personale. Brad ha poi deciso di aprire un blog per aggiornare i suoi followers dei suoi progressi.
Il post ha ricevuto 38mila “mi piace” ed è stato condiviso più di 11mila volte. “Voglio tornare a fare di nuovo il papà”, scrive nell’hastag.