La bimba non vuole regali: “A Natale voglio dare cibo ai senzatetto”

Bella ha 5 anni ed è l’eroina del Natale appena passato. La piccola, che vive in Inghilterra, ha infatti chiesto ai genitori di non farle regali, bensì di aiutarla a cucinare un pasto caldo per i senzatetto della propria città. Ed è così che ha passato un’intera giornata a sfamare i meno fortunati.

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«Tutto è iniziato all’inizio di dicembre, durante un viaggio in Cornovaglia» – raccontano orgogliosi i genitori di Bella, Adam e Samantha, a Metro.co.uk – «Aveva visto un clochard infreddolito in strada e ci aveva chiesto di comprargli del cibo. Pianse molto, da allora non vuole più vedere persone costrette a chiedere l’elemosina».
L’idea della bimba è stata semplice ma geniale: raccogliere tutti gli avanzi delle grandi abbuffate natalizie e utilizzarli come ingredienti per un risotto al tacchino, una ricetta che i genitori avevano trovato su un libro dello chef Jamie Oliver. Ovviamente la mamma di Bella è orgogliosa dell’altruismo della figlia e ha deciso di aprire anche una raccolta fondi per aiutare i clochard che non hanno da mangiare né un tetto sotto il quale vivere.

I colleghi le donano le ferie per accudire la figlia, ma la piccola Nicole muore alla viglia di Natale

Dalla favola di Natale al giorno più brutto. La piccola Nicole si è spenta tra le braccia della mamma Michela Lorenzin il 24 dicembre dopo che i colleghi avevano regalato alla donna le ferie per permetterle di accudire la figlia malata.

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La bimba, 6 anni, era affetta da tetraparesi spastica e in quella tremenda nottata è stata vittima dell’ennesima crisi nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, per poi spegnersi nel giorno della Vigilia di Natale.
La mamma ha poi pubblicato un commovente post su Facebook: “Ieri sera io e Nicole nel nostro abbraccio di arrivederci..ti amerò per sempre. Un giorno ci incontreremo”. Il giorno prima della crisi aveva espresso tutta la sua gioia per il dono ricevuto dai colleghi, che le hanno donato le ferie, scrivendo: “Questo Natale è magico.ricevo cosi tanta solidarietà da tante persone.regali per noi fantastici grazie”.

Antonio, da tre anni vive in auto. Il cenone? Sul cofano della Fiesta

Antonio ha sessanta anni, alle spalle un’impresa del settore meccanico ora chiusa, nessuna famiglia che lo assista. E una casa lasciata chiusa in provincia. Vive ad Avellino da tre anni nella sua Fiesta amaranto, in giro per la città. Ora è fermo davanti ad una chiesa in collina. Il clima mite lo ha risparmiato fino ad oggi.

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Ma il suo Natale è stato con il cenone sul cofano dell’auto. I francescani e le Vincenziane, insieme ai residenti del quartiere lo aiutano, ha un bagno e lui si fa la barba e lava i panni che stende sulle siepi. Ma non basta: vorrebbe un garage: “Posso pagare 100 euro al mese”.
“La giustizia non mi ha aiutato”, dice. Non vuole la carità insomma, ma chiede che gli vengano risolti i problemi in sospeso che in passato lo hanno oppresso fino a ridurlo a “uomo che con dignità protesta contro l’ingiustizia”.

Matteo Renzi, vita da ex premier casalingo: ecco la spesa di Natale

Fette biscottate, detersivi, tè al limone, pandori e ovetti di cioccolato. Nel carrello della spesa, stracolmo in vista delle festività natalizie, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi mette un po’ di tutto, e come un esperto ‘casalingo’ usa il lettore elettronico dei codici a barre per il conto finale.

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E’ stato ritratto così l’ex premier dal settimanale ‘Chi’, che nel numero in edicola domani pubblica alcune immagini di Renzi mentre fa la spesa con la moglie Agnese in un supermercato di Pontassieve.
Una testimonianza della nuova vita dell’ex presidente del Consiglio, immortalato lontano da Roma e dalla politica. L’ex premier, scrive il settimanale diretto da Alfonso Signorini, in questi giorni si è anche recato a colloquio con i professori del figlio Emanuele, che frequenta la scuola media Maltoni di Pontassieve.

Il dramma di Linus, morta la cagnolina di soli 10 mesi: “Scappata, è stata investita”

Aveva solo 10 mesi la piccola Bruna, la bellissima cagnolina di Linus. È morta tragicamente e il noto dj ha scritto un lungo post su Instagram carico di dolore. Passato dalla gioia quotidiana di un cucciolone a un dramma improvviso. La cagnolina è scappata un secondo, un momento fatale. Poi è stata investita da un’auto ed è morta tra le braccia del figlio Filippo. Ecco le sue parole pubblicate sul social network.

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“Questo è uno di quei momenti in cui odio il mio lavoro.
Perché mi obbliga a condividere qualcosa che vorrei invece dimenticare.
Ma di cui non posso non parlare.
Non dopo che ne ho parlato mille volte.
Ieri a mezzogiorno è morta Bruna.
Così, all’improvviso.
Dieci minuti prima stava tentando di scippare un pollo dalla padella, dieci minuti dopo non c’era più.
È scappata a mio figlio davanti a casa, al rientro dalla passeggiata, inseguendo chissà cosa. Un altro cane, un gruppo di piccioni, non ha importanza.
“È stata con noi nove mesi, ma li ha vissuti fino all’ultimo secondo.
È stata con noi nove mesi, ma dopo che abbiamo fatto sparire qualunque oggetto sembra quasi non sia mai esistita.
Ci ha all’inizio violentato l’esistenza, fino a farmi pentire di averla presa.
E poi ce l’ha pian piano cambiata, riempita, colorata.
Ha fatto di più lei per la mia famiglia in questo poco tempo che ognuno di noi singolarmente negli ultimi dieci anni.
Era diventata l’ombra di Carlotta, la migliore amica di Filippo e il pupazzo di Michele.
Era la compagna di giochi di tutti i cani del quartiere, e forse un po’ anche di voi ascoltatori.
Sono stato felice di condividere ogni gioia che mi ha regalato, però adesso questo rende ancora più pesante il momento, ora che per contrappasso sarò costretto a spiegare all’infinito come sta.
Sta che non c’è più, ecco come sta.
Era un cane felice, Bruna. Profondamente, ingenuamente felice.
E noi lo siamo stati con lei.
Ho cercato tutto il giorno di capire il significato di tutto questo, e forse è proprio nell’armonia che ha riportato nella nostra vita.
Adesso ci sta guardando, dall’alto, col muso tra la ringhiera. Ce la fate da soli?”
Non era mai successo, almeno non su quello stradone.
Un attimo. La prima macchina l’ha evitata, la seconda non c’è riuscita.
È morta praticamente tra le braccia di Filippo, appena arrivata al Pronto Soccorso Veterinario.
Aveva appena compiuto undici mesi, tra poco avremmo festeggiato il suo primo Natale.
È un dolore grandissimo, inaspettato, indescrivibile.
Non riesco a non pensarci, a non pensare all’ingiustizia di un’anima così innocente che se ne va così improvvisamente, violentemente, ingiustamente”.

Neonato abbandonato nel presepe della Chiesa: dopo 44 anni abbraccia la famiglia

Gli unici elementi che lo collegavano al suo passato erano un ritaglio di giornale datato 1971 e la certezza di essere stato abbandonato in una mangiatoia di un presepe di una chiesa di Houston, in Texas.
Poi il buio. Non sapeva nulla sulla sua famiglia e del perché i suoi genitori lo avessero abbandonato. Da allora sono passati 44 anni pieni di domande senza risposta e di dubbi che lo hanno tormentato ogni giorno della sua vita.

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Ma adesso per DJ Williams è arrivato il momento di ricomporre i tasselli del puzzle: dopo una ricerca infinita è riuscito a ricongiungersi con parte della sua famiglia riempiendo quel vuoto che lo ha sempre fatto sentire incompleto.
Era il Natale del 1971 quando due parrocchiane udirono i vagiti di un bambino provenire dal presepe allestito nella chiesa di St. Anne: avvolto in un lenzuolino c’era DJ, un bimbo di pochi giorni che era stato abbandonato dalla madre che aveva deciso di disfarsi di lui.
Le due donne, come riporta ABC 13, lo avvolsero in una coperta pesante e lo affidarono al prete che immediatamente lanciò un appello per rintracciare i genitori: la notizia rimbalzò su tutti i quotidiani del Texas che ribattezzarono il piccolo “The Manger Baby” (Il bambino della mangiatoia), ma nessuno si fece avanti per riprenderlo.
Poco dopo DJ venne adottato da una coppia di Dayton, in Texas, che lo ha cresciuto con amore senza però riuscire a riempire quel senso di vuoto. «Sono stato cresciuto con amore, sono stato un bimbo felice – ha detto l’uomo allo Houston Chronicle – ma non mi sono mai sentito in sintonia con i miei genitori adottivi. Mi sentivo come un estraneo in casa mia. Mi sentivo solo». Per anni ha chiesto alla coppia che l’ha cresciuto che fine avessero fatto le persone che lo avevano abbandonato, senza riuscire ad avere mai una risposta. Così quando i genitori adottivi sono morti, ha deciso di ricostruire un legame con la sua famiglia biologica.
Nel 2006, quando ha iniziato le ricerche, ha capito immediatamente che si trattava di un compito pressoché impossibile con gli elementi che aveva in mano: ma proprio quando le speranze erano svanite, DJ vide in tv la storia di un bambino abbandonato in una cabina telefonica di New York che aveva trovato i genitori grazie all’aiuto della genealogista Pam Slaton: sotto la sua spinta, DJ lanciò un appello pubblico per rintracciare la sua famiglia e chiedendo ai parenti di presentarsi al Family Tree Dna, una società che si occupa di test genetici a Houston.
Incredibilmente e contro ogni aspettativa DJ ha ricevuto la risposta di due parenti, il fratello della madre e la sorellastra Rose. Pochi giorni fa, l’uomo ha abbracciato per la prima volta tre sorellastre e un fratellastro e sta tentando di ricostruire la sua storia. «Avevo rinunciato all’idea di trovare qualcuno. Quello che è successo è incredibile. Non riesco a crederci – ha detto DJ in lacrime – Mi sentivo come se stessi galleggiando in mare aperto senza avere qualcosa a cui aggrapparmi. Adesso finalmente l’ho trovato». Ora per DJ,che vive a Baltimora, nel Maryland, con il compagno Mike e il figlio di 6 anni Zephyr, comincia una nuova vita, anche se dovrà rinunciare ad avere forse la risposta più importante: perché è stato abbandonato. Purtroppo i genitori sono morti qualche anno fa e lui dovrà convivere con questo quesito in testa per il resto dei suoi giorni.