Kathy Griffin, comica licenziata per aver “decapitato” Donald Trump

La Cnn ha deciso di licenziare la comica Kathy Griffin, dopo la pubblicazione della foto in cui la si vede tenere in mano la finta testa decapitata e sanguinante di Donald Trump. In un video pubblicato su Twitter l’attrice si è scusata pubblicamente per il gesto, ma il network attraverso un comunicato ha annunciato di aver interrotto i rapporti lavorativi con lei dopo dieci anni di collaborazione.

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Inizialmente la Griffin aveva difeso l’immagine, scattata dal celebre fotografo Tyler Shields, ma successivamente si era scusata su Twitter e aveva dichiarato di averne chiesto la rimozione: “Chiedo perdono, sono andata troppo oltre. Ho fatto un errore e ho sbagliato”. Le scuse non sono però bastate e, dopo dieci anni, la Cnn le ha tolto la conduzione della serata di Capodanno.
Il gesto le ha attirato critiche da tutti i fronti, a partire dal collega Anderson Cooper che ha definito la foto “disgustosa e completamente inappropriata” fino al Presidente in persona che via social ha commentato “dovrebbe vergognarsi. Mio figlio Barron di 11 anni ha passato un periodo difficile”.

Maurizio Costanzo si confessa: “Maria per me viene prima di tutto”

Maurizio Costanzo lancia una vera e propria dichiarazione d’amore a Maria De Filippi. Nell’intervista in esclusiva al settimanale “Chi”, il presentatore afferma “Mia moglie Maria è la cosa più importante della mia vita. Ieri avrei risposto il mio lavoro. Oggi no, vivo per mia moglie”. La dichiarazione anticipa il faccia a faccia che il giornalista e la regina della tv, sua moglie da 22 anni, hanno Intervista”, in onda giovedì 2 febbraio su Canale 5.

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“Mia moglie mi ha fregato, alla grande! Avevamo pensato a questa intervista per l’ultima puntata. Io avrei preparato i filmati per lei, e lei sarebbe stata un’ospite come gli altri. Io sono molto meticoloso e avevo già fatto montare i filmati con titoli e narrativa, per usarli quando sarebbe venuta. E invece, mentre aspettavo un altro ospite, è sbucata all’improvviso e mi ha fregato. Me l’ha fatta. Segno che anche quando pensi di controllare tutto, poi il tutto controlla una parte di te”
Poi si apre, svelando: “È stato un momento emozionante. Alla mia età, dopo aver combattuto la mafia, dopo aver raccontato le tragedie d’Italia e avere incontrato i personaggi che hanno fatto la storia, da Totò a Oriana Fallaci a Donald Trump, non credevo di potermi emozionare ancora così. Di dover trattenere il fiato per portare a termine il mio lavoro”.
Il conduttore scherza anche sulle recenti voci allarmistiche riguardo la sua salute: “Quando lavori bene succede che molti ti vorrebbero non in salute», scherza, “Io sono già morto cinque o seicento volte”.

Il 12enne che cura la campagna di Trump: “Nel 2040 sarò presidente, suo figlio il mio vice”

Ha solo 12 anni, ma tanta passione e le idee chiare: «Donald Trump è l’uomo giusto per gli Stati Uniti».
Weston Imer vive in Colorado, lo ‘swing state’ per eccellenza, dove nulla è scontato e i candidati alla Casa Bianca devono quindi conquistarselo in vista dell’election day dell’8 novembre.

Weston-Imer-600x411Weston nella Jefferson County ha preso in mano la situazione e di fatto coordina e gestisce la campagna a caccia di voti per il tycoon. E guarda già lontano: «Nel 2040 mi candido. Barron Trump sarà il mio vice».
In realtà sarebbe la madre, Laurel Imer, la vera responsabile per la campagna a favore di Trump nella contea, però Weston è sveglio e interessato, per questo ha deciso di cedergli parte delle responsabilità. Almeno fino alla ripresa della scuola. Un modo anche per mostrare agli altri genitori come coinvolgere i ragazzi, renderli partecipi ed educarli.
E allora Weston – che tra l’altro Donald Trump l’ha pure incontrato – da settimane è al telefono, chiama uno ad uno i residenti della zona ricordando loro perchè è lui la scelta migliore per la guida del Paese. Fa volantinaggio, consegne porta a porta, si coordina con i volontari. E insiste in una intervista con una tv locale: «Non perdetemi di vista. E Barron Trump, se stai guardando: nel 2040 correrai con me come vice».

Justin Bieber rifiuta 5 milioni da Donald Trump: niente concerto per i Repubblicani

L’offerta sul piatto era di ben cinque milioni di dollari, per soli 45 minuti di esibizione, ma Justin Bieber ha detto no a Donald Trump. A quanto riporta il sito di gossip americano “TMZ.com”, la popstar ha rispedito al mittente la proposta di esibirsi alla convention repubblicana a Cleveland, durante la quattro giorni che ha ufficializzato la nomination del magnate come candidato numero uno tra i repubblicani alla corsa per la Casa Bianca.

bieberPer la performance Bieber sarebbe stato pagato a peso d’oro, circa 112mila euro al minuto, ma il suo manager Scooter Braun (fervente sostenitore di Hillary Clinton) avrebbe suggerito al cantante di declinare l’invito.
Il cantante ha deciso di tenersi lontano dalla politica, riservando le doti canore solo alle sue fan che lo venerano come un idolo. Ultima in ordine di tempo un’ammiratrice, che ha passato il compleanno dei suoi 18 anni in auto davanti alla casa della star pur di vederlo. La ragazza si trovava su una strada pubblica, quindi nessuno poteva costringerla ad andarsene, e ha deciso di terminare l’appostamento (durato ben 12 ore) solo dopo che Justin è sceso ad abbracciarla. Un’avventura da raccontare agli amici, ma niente selfie o testimonianze fotografiche visto le rigide regole imposte dalla star in materia di privacy.