Il fatturato è insoddisfacente, H&M chiude e lascia a casa i dipendenti

C’è anche il negozio di Mestre tra quelli che H&M ha deciso di chiudere con il conseguente licenziamento di 90 persone tra Milano, Mestre e Cremona. A renderlo noto sono i sindacati, che hanno dichiarato lo stato di agitazione a livello nazionale.

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E che annunciano per domani una assemblea nei tre negozi torinesi «per informarsi e organizzare le azioni di protesta contro la prima procedura di licenziamento collettivo aperta dall’azienda». H&M ha motivato la decisione di chiudere quattro punti vendita per i «fatturati insoddisfacenti». «Un’azienda in crescita, che apre nuovi negozi – ribatte la Filcams Cgil di Torino in una nota – deve salvaguardare i posti di lavoro, non licenziare. Assume continuamente ragazzi giovani con contratti a chiamata e a tempo determinato, lasciando nella precarietà i nuovi assunti».

Sorpresa in busta paga, imprenditore muore e lascia un milione e mezzo ai dipendenti

È morto lo scorso giugno Piero Macchi, a 87 anni, ma prima di andarsene ha disposto nel suo testamento una donazione da un milione di euro al personale della sua azienda, la Enoplastic di Bodio Lomnago, nel Varesotto.

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Il premio, spartito tra i 280 dipendenti con importi che variano a seconda dell’anzianità e del livello di servizio, è arrivato in una busta a dicembre, come riportano oggi alcuni quotidiani. Gli stessi lavoratori hanno reso pubblica la busta, alla quale era allegata anche una lettera in cui moglie di Macchi, che ricorda il marito e il profondo legame con i suoi dipendenti. La Enoplastic, fondata nel 1957 e oggi leader nel settore di capsule e chiusure per bottiglie di vino, conta 280 dipendenti e quattro filiali in Spagna, Nuova Zelanda, Australia e Stati Uniti.