Kathy Griffin, comica licenziata per aver “decapitato” Donald Trump

La Cnn ha deciso di licenziare la comica Kathy Griffin, dopo la pubblicazione della foto in cui la si vede tenere in mano la finta testa decapitata e sanguinante di Donald Trump. In un video pubblicato su Twitter l’attrice si è scusata pubblicamente per il gesto, ma il network attraverso un comunicato ha annunciato di aver interrotto i rapporti lavorativi con lei dopo dieci anni di collaborazione.

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Inizialmente la Griffin aveva difeso l’immagine, scattata dal celebre fotografo Tyler Shields, ma successivamente si era scusata su Twitter e aveva dichiarato di averne chiesto la rimozione: “Chiedo perdono, sono andata troppo oltre. Ho fatto un errore e ho sbagliato”. Le scuse non sono però bastate e, dopo dieci anni, la Cnn le ha tolto la conduzione della serata di Capodanno.
Il gesto le ha attirato critiche da tutti i fronti, a partire dal collega Anderson Cooper che ha definito la foto “disgustosa e completamente inappropriata” fino al Presidente in persona che via social ha commentato “dovrebbe vergognarsi. Mio figlio Barron di 11 anni ha passato un periodo difficile”.

Linus: “Mio figlio Filippo è tornato dal Capodanno a Madrid con otto punti in testa”

L’anno scorso era stato Michele a tenere in pensiero Linus. Quest’anno ci ha pensato il primogenito Filippo a regalare una brutta sorpresa di Capodanno al famoso dj. Nel post pubblicato sul blog di “Deejay Chiama Italia”, con il quale annuncia il ritorno del programma, il direttore di Radio Deejay ha svelato l’incidente occorso al figlio maggiore, che ha 19 anni: “Filippo è tornato dal Capodannno in piazza a Madrid con otto punti in testa”.

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“Per fortuna, soprattutto, quest’anno siamo tornati a casa sani e salvi – ha scritto Linus – Oddio, Carlotta si è quasi rotta l’osso sacro cadendo dall’overboard (come tutti) e Filippo è tornato dal Capodannno in piazza a Madrid con otto punti in testa (giuro!!!), ma in confronto all’anno scorso siamo tutti in formissima”.
Il riferimento al Capodanno 2015 è relativo all’incidente domestico del figlio più piccolo, Michele, che lo scorso anno subì uno shock midollare tanto grave da rischiare di compromettergli l’uso delle gambe. Dopo 4 giorni in ospedale, il ragazzino si riprese completamente, ma la paura di quel periodo deve essere ancora viva in Linus, allora autore di un post criptico che aveva gettato i fan nell’ansia: “E’ stato un momento terrificante. Che non è ancora finito, ma forse il buon Dio ha voluto allungare una mano. Se finisce bene, come spero e credo, sarò felice di raccontarvi tutto. Grazie”, recitava la nota, a cui poi seguì la spiegazione dell’accaduto e i ringraziamenti per il sostegno ricevuto.
Linus è sposato con Carlotta Medas e ha due figli, Filippo (20 anni il prossimo maggio) e Michele (12 anni).

Capodanno, la festa per l’arrivo del 2016 nel mondo

Festa nel mondo per l’arrivo del 2016.
Gli abitanti di Samoa e le altre isole del Pacifico sono stati i primi al mondo ad accogliere il 2016.

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La popolazione di questo atollo della Polinesia sono i primi a brindare al nuovo anni dal 1012, quando il governo ha deciso di cambiare il fuso orario. Di seguito ad accogliere il 2016 sono state le isole di Tonga, Fiji, la Nuova Zelanda e l’Australia.
Poi a seguire andando verso ovest tutto il resto del mondo.

Putin come Nostradamus: il Cremlino dona un libro di 400 pagine con le sue ‘profezie’

Putin come Nostradamus, con le sue ‘profezie’ – ovvero valutazioni politiche seminate in oltre 15 anni di carriera – raccolte in un libro di 400 pagine e inviate a tutti i politici e alti funzionari della Russia. E Dmitri Peskov – il suo portavoce – che ai giornalisti del pool presidenziale invia un biglietto d’auguri che si apre così: “Babbo Natale non può essere sottoposto a sanzioni”. Insomma, al Cremlino si festeggia un Capodanno ‘a tema’.

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Putin negromante? E’ più o meno l’idea che sta alla base del volume ‘Parole che cambiano il mondo’ – florilegio dei principali discorsi e interventi pronunciati dal presidente russo nel corso degli anni a partire dal 2003 – visto che, come nota l’ideatore ed editore del libro, Anton Volodin, “le dichiarazioni di Putin tendono a divenire realtà”.

Meglio dunque prendere nota. Tanto che un altro Volodin – Vyacheslav, capo del dipartimento della Politica Interna dell’ufficio del Presidente – ha ben pensato di inviarlo come ‘regalo di fine anno’ a politici e funzionari sparsi in tutta la Russia. “Volodin ci ha parlato del libro: ha detto che dovrebbe stare sulla scrivania di ogni politico”, racconta al quotidiano economico Rbk una fonte presente a un incontro con oltre 50 membri delle alte istituzioni russe. Cosa che, con ogni probabilità, avverrà per davvero.

Il libro infatti è stato spedito a deputati, governatori regionali, alti funzionari e rappresentanti della società civile. Il biglietto che lo accompagna, scritto dall’influente capo della Politica Interna, che ricopre anche la carica di primo vice presidente dell’ufficio di amministrazione di Putin, nota che vada inteso come una guida “ai valori e ai principi” che ispirano il Cremlino.

Anton Volodin – che è anche presidente del movimento giovanile pro-Putin ‘Rete’ – si spinge invece oltre: “Le parole di Putin possono essere descritte come profezie”, dice a Rbk. Un esempio. Il libro si apre con il discorso di Putin all’Onu nel 2003. La ‘profezia’ – evidenziata in grassetto – in questo caso è contenuta nella frase “la distruzione delle istituzioni-chiave per la sicurezza internazionale sono una garanzia per gettare il mondo nel caos”. Il commento che accompagna il passaggio è chiaro: “Se chi sedeva all’Assemblea Generale avesse ascoltato queste parole il mondo oggi sarebbe un luogo diverso”.

Rete’, va detto, riceve regolarmente fondi dal Cremlino e secondo il blogger e dissidente Alexei Navalni lo scorso giugno il movimento ha beneficiato di altri 70 milioni di rubli in donazioni attraverso varie Ong. Secondo ‘Rete’, ad ogni modo, i fondi statali non sono stati usati per pubblicare il libro. Che, paradossalmente, si è rivelato una specie di boomerang per il Cremlino.

Internet non perdona Sul web, infatti, si è scatenata la classica contro-informazione a colpi di battute ed è nato un hashtag su Twitter – #zitatiPutina – per raccogliere le ‘profezie’ che non hanno trovato spazio nella raccolta. Come quella secondo cui l’economia mondiale “sarebbe crollata” se il prezzo del petrolio fosse sceso “sotto gli 80 dollari al barile”.

Seguono poi frasi famose di Putin che, sebbene non possano essere catalogate come ‘profezie’, certamente restano nelle mente dei russi: da “noi abbiamo le leggi, ma la vita è più complicata” a “Nemtsov ha scelto la via della lotta politica ma questo non significa che una persona debba essere necessariamente uccisa”. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha comunque bloccato sul nascere ogni possibile ‘speculazione’ dichiarando di non “sapere nulla” del libro e di non poter dunque rispondere alle domande dei giornalisti.

Paolo Belli, incidente in bici a Carpi: urtato da un’auto, finisce contro il guardrail

Il cantante Paolo Belli è stato urtato da un’auto mentre percorreva in bici da corsa una strada nei pressi di Carpi, nel Modenese. Lo stesso artista ha postato su Facebook una foto in cui si nota una ferita riportata allo zigomo destro.

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«Ringrazio il conducente della vettura, che urtandomi, mi ha fatto sbattere contro il guardrail e non si è nemmeno fermato – scrive Belli – Comunque niente di grave». Belli si esibirà a Riccione per il concerto di Capodanno in viale Ceccarini.