Costantino Vitagliano: “Sono di nuovo single”

Quattro mesi fa è diventato papà per la prima volta con la nascita di Ayla, ma per Costantino Vitagliano non è un periodo felice a 360 gradi. Perché l’ex tronista, come ha raccontato a “Verissimo”, è tornato di nuovo single. la storia con la madre di sua figlia, Elisa Mariani, è arrivata infatti al capolinea: “Le cose andavamo già male da fidanzati”, ha spiegato.

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“Quando è arrivata la bambina eravamo al settimo cielo – ha spiegato Costantino – Dopo il parto, però, non siamo riusciti a creare una famiglia. Sono stato talmente poco insieme a lei che mi sembra di non esserci mai stato per davvero. Io ci ho provato in tutti i modi, ma qualsiasi cosa faccio non va mai bene”.
Vitagliano però non rinuncia ad essere un papà presente e sottolinea: “Elisa è bravissima con la bambina che, nonostante la separazione, avrà due genitori sempre presenti. Oggi sono solo innamorato di mia figlia”.

L’uomo che si sta trasformando in un albero: soffre di una rara malattia agli arti

Abul Bajandar si può definire l’uomo albero. La sua rarissima malattia gli ha infettato gli arti che sembrano dei piccoli tronchetti simili a dei rami.

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Come riporta Metro.uk Abul ha 25 anni ed è di Khulna, in Bangladesh, ha le mani e i piedi fatti di corteccia. Soffre di una malattia conosciuta come epidermodisplasia verruciforme e ne è stato colpito 7 anni fa. I medici stanno decidendo come affrontare il caso del giovane. Una delle opzioni potrebbe essere l’operazione chirurgica con l’eventuale rimozione degli arti.

Fa il taglio cesareo ma i medici non trovano il bimbo, quello che accade è incredibile

Ambra Hughes, 21enne inglese, ha vissuto un’esperienza davvero spaventosa. La ragazza si sottopone a un taglio cesareo d’emergenza a 30 settimane per fa nascere la figlia Olly. Ma al momento dell’incisione i medici non trovano la piccola nella pancia.
Come riporta il Mirror, in sala parto si diffonde il panico. Per due lunghissimi minuti Ambra è con la pancia aperta, ma della figlioletta non c’è traccia.

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Fino a quando si sente piangere. I medici alzano il lenzuolo che copre Ambra e scovano in mezzo alle sue gambe il piccolo fagottino. “Era nata – spiega la giovane – con il parto naturale. Per quello la mia pancia era vuota”.
Un vero e proprio incubo per Ambra, che era già mamma di tre bambini. “Durante quei due minuti di agonia mi chiedevo se fosse tutto vero o fosse effetto dell’anestesia locale. Vedevo le facce sgomente dei medici ed ero terrorizzata”.
Dal canto loro i sanitari hanno spiegato che la bimba aveva già iniziato la sua discesa del canale del parto, quando hanno iniziato l’intervento. Una situazione eccezionale. “Non ho ricevuto neanche una scusa – conclude Ambra – e ora ho una cicatrice sulla pancia che non serviva”.
Dopo 5 settimane mamma e figlia sono state dimesse e stanno bene.

Donna viene scippata in strada: 32enne vestito da Superman rincorre e blocca il ladro

Superman sventa uno scippo. Nei film e nei fumetti, la scena non è una novità.
Per gli abitanti di Gloucester, in Inghilterra, la sorpresa è stata notevole. Antonio Cortes, 32 anni, indossava il costume del supereroe per raccogliere fondi destinati all’organizzazione no profit ‘Give A Smile UK’.

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Mentre si aggirava per strada con la tuta azzurra e il mantello rosso, Cortes ha sentito le urla di una donna e ha placcato un uomo che stava cercando di scippare la vittima nei pressi di una banca. “Ho visto che la signora era -ha detto- in difficoltà, ho pensato ‘Bisogna fare qualcosa’ e sono intervenuto. Ho fatto qualcosa di buono, è una sensazione molto gratificante”.

Libia, cecchino semina il panico tra i jihadisti: tre leader dell’Isis uccisi in dieci giorni

Non ha un nome, non ha un volto ma sta diffondendo speranza tra gli abitanti della flagellata città di Sirte, in Libia, in mano agli uomini del Califfato dalla scorsa estate. L’uomo dall’identità misteriosa, e sul quale sui social media si è scatenato un gran dibattito farcito di speculazioni e ipotesi, è un cecchino che pare stia seminando il panico tra i vertici dell’Isis: in soli 10 giorni, nella città natale di Muammar Gheddafi, sono stati uccisi tre uomini con ruoli di spicco all’interno dello Stato Islamico.

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Tutti uccisi dall’alto, tutti ammazzati con un solo proiettile mortale.
Il primo leader a perdere la vita è stato, come riporta Libya Prospect, Hamad Abdel Hady, conosciuto con il nome di Abu Anas Al-Muhajer, un cittadino sudanese ucciso il 13 gennaio appena fuori da un ospedale: era un funzionario del tribunale dello Stato Islamico che, attraverso l’imposizione della Sharia, aveva seminato terrore e morte.
Il secondo a essere ucciso è stato, il 19 gennaio, Abu Mohammed Dernawi, ammazzato anche lui dal cecchino vicino alla sua casa. L’ultima morte attribuita all’uomo misterioso risale al 23 gennaio: a cadere è stato Abdullah Hamad al Ansari, comandante nella città meridionale di Obari, ucciso mentre usciva da una moschea nel centro della città di Sirte.
Gli omicidi hanno seminato il panico tra le forze dell’Isis in città, che hanno effettuato una serie di arresti ed esecuzioni nel tentativo di rintracciare il colpevole. Un testimone oculare ha detto al sito al-Wasat: «La preoccupazione si è insinuata tra i terroristi dopo l’uccisione di Hady. Dopo la sua morte hanno iniziato a sparare in aria per spaventare gli abitanti durante la ricerca del cecchino».
L’operato di quello che è stato ribattezzato “Daesh hunter” non può essere considerato, però, l’inizio di una campagna contro i combattenti Isis in città che, dalla scorsa estate, impongono il regime del terrore con regole rigide, esecuzioni e decapitazioni in pubblico.
Tuttavia, come riferisce Libya Herald, il cecchino sta infiammando i social che iniziano a vedere l’uomo misterioso come «un eroe per coloro che vivono sotto il controllo del gruppo terroristico».
E così, mentre i leader del Califfato iniziano a temere questa presenza, il web si infervora per dargli – sempre che si tratti di una sola persona – un’identità: c’è chi dice si tratti di un cecchino che abbia affinato le sue abilità durante la rivolta contro il colonnello Gheddafi, mentre c’è chi crede si tratti di un miliziano anti-Isis della vicina città di Misurata. C’è chi poi sogna l’intrigo internazionale, pensando al misterioso uomo come un soldato americano delle forze speciali che si trova nella regione per raccogliere informazioni. In mancanza di notizie certe, ciò che rimane è la speranza degli abitanti infelici di una città martoriata dai jihadisti.

Neonato abbandonato nel presepe della Chiesa: dopo 44 anni abbraccia la famiglia

Gli unici elementi che lo collegavano al suo passato erano un ritaglio di giornale datato 1971 e la certezza di essere stato abbandonato in una mangiatoia di un presepe di una chiesa di Houston, in Texas.
Poi il buio. Non sapeva nulla sulla sua famiglia e del perché i suoi genitori lo avessero abbandonato. Da allora sono passati 44 anni pieni di domande senza risposta e di dubbi che lo hanno tormentato ogni giorno della sua vita.

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Ma adesso per DJ Williams è arrivato il momento di ricomporre i tasselli del puzzle: dopo una ricerca infinita è riuscito a ricongiungersi con parte della sua famiglia riempiendo quel vuoto che lo ha sempre fatto sentire incompleto.
Era il Natale del 1971 quando due parrocchiane udirono i vagiti di un bambino provenire dal presepe allestito nella chiesa di St. Anne: avvolto in un lenzuolino c’era DJ, un bimbo di pochi giorni che era stato abbandonato dalla madre che aveva deciso di disfarsi di lui.
Le due donne, come riporta ABC 13, lo avvolsero in una coperta pesante e lo affidarono al prete che immediatamente lanciò un appello per rintracciare i genitori: la notizia rimbalzò su tutti i quotidiani del Texas che ribattezzarono il piccolo “The Manger Baby” (Il bambino della mangiatoia), ma nessuno si fece avanti per riprenderlo.
Poco dopo DJ venne adottato da una coppia di Dayton, in Texas, che lo ha cresciuto con amore senza però riuscire a riempire quel senso di vuoto. «Sono stato cresciuto con amore, sono stato un bimbo felice – ha detto l’uomo allo Houston Chronicle – ma non mi sono mai sentito in sintonia con i miei genitori adottivi. Mi sentivo come un estraneo in casa mia. Mi sentivo solo». Per anni ha chiesto alla coppia che l’ha cresciuto che fine avessero fatto le persone che lo avevano abbandonato, senza riuscire ad avere mai una risposta. Così quando i genitori adottivi sono morti, ha deciso di ricostruire un legame con la sua famiglia biologica.
Nel 2006, quando ha iniziato le ricerche, ha capito immediatamente che si trattava di un compito pressoché impossibile con gli elementi che aveva in mano: ma proprio quando le speranze erano svanite, DJ vide in tv la storia di un bambino abbandonato in una cabina telefonica di New York che aveva trovato i genitori grazie all’aiuto della genealogista Pam Slaton: sotto la sua spinta, DJ lanciò un appello pubblico per rintracciare la sua famiglia e chiedendo ai parenti di presentarsi al Family Tree Dna, una società che si occupa di test genetici a Houston.
Incredibilmente e contro ogni aspettativa DJ ha ricevuto la risposta di due parenti, il fratello della madre e la sorellastra Rose. Pochi giorni fa, l’uomo ha abbracciato per la prima volta tre sorellastre e un fratellastro e sta tentando di ricostruire la sua storia. «Avevo rinunciato all’idea di trovare qualcuno. Quello che è successo è incredibile. Non riesco a crederci – ha detto DJ in lacrime – Mi sentivo come se stessi galleggiando in mare aperto senza avere qualcosa a cui aggrapparmi. Adesso finalmente l’ho trovato». Ora per DJ,che vive a Baltimora, nel Maryland, con il compagno Mike e il figlio di 6 anni Zephyr, comincia una nuova vita, anche se dovrà rinunciare ad avere forse la risposta più importante: perché è stato abbandonato. Purtroppo i genitori sono morti qualche anno fa e lui dovrà convivere con questo quesito in testa per il resto dei suoi giorni.