Putin come Nostradamus: il Cremlino dona un libro di 400 pagine con le sue ‘profezie’

Putin come Nostradamus, con le sue ‘profezie’ – ovvero valutazioni politiche seminate in oltre 15 anni di carriera – raccolte in un libro di 400 pagine e inviate a tutti i politici e alti funzionari della Russia. E Dmitri Peskov – il suo portavoce – che ai giornalisti del pool presidenziale invia un biglietto d’auguri che si apre così: “Babbo Natale non può essere sottoposto a sanzioni”. Insomma, al Cremlino si festeggia un Capodanno ‘a tema’.

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Putin negromante? E’ più o meno l’idea che sta alla base del volume ‘Parole che cambiano il mondo’ – florilegio dei principali discorsi e interventi pronunciati dal presidente russo nel corso degli anni a partire dal 2003 – visto che, come nota l’ideatore ed editore del libro, Anton Volodin, “le dichiarazioni di Putin tendono a divenire realtà”.

Meglio dunque prendere nota. Tanto che un altro Volodin – Vyacheslav, capo del dipartimento della Politica Interna dell’ufficio del Presidente – ha ben pensato di inviarlo come ‘regalo di fine anno’ a politici e funzionari sparsi in tutta la Russia. “Volodin ci ha parlato del libro: ha detto che dovrebbe stare sulla scrivania di ogni politico”, racconta al quotidiano economico Rbk una fonte presente a un incontro con oltre 50 membri delle alte istituzioni russe. Cosa che, con ogni probabilità, avverrà per davvero.

Il libro infatti è stato spedito a deputati, governatori regionali, alti funzionari e rappresentanti della società civile. Il biglietto che lo accompagna, scritto dall’influente capo della Politica Interna, che ricopre anche la carica di primo vice presidente dell’ufficio di amministrazione di Putin, nota che vada inteso come una guida “ai valori e ai principi” che ispirano il Cremlino.

Anton Volodin – che è anche presidente del movimento giovanile pro-Putin ‘Rete’ – si spinge invece oltre: “Le parole di Putin possono essere descritte come profezie”, dice a Rbk. Un esempio. Il libro si apre con il discorso di Putin all’Onu nel 2003. La ‘profezia’ – evidenziata in grassetto – in questo caso è contenuta nella frase “la distruzione delle istituzioni-chiave per la sicurezza internazionale sono una garanzia per gettare il mondo nel caos”. Il commento che accompagna il passaggio è chiaro: “Se chi sedeva all’Assemblea Generale avesse ascoltato queste parole il mondo oggi sarebbe un luogo diverso”.

Rete’, va detto, riceve regolarmente fondi dal Cremlino e secondo il blogger e dissidente Alexei Navalni lo scorso giugno il movimento ha beneficiato di altri 70 milioni di rubli in donazioni attraverso varie Ong. Secondo ‘Rete’, ad ogni modo, i fondi statali non sono stati usati per pubblicare il libro. Che, paradossalmente, si è rivelato una specie di boomerang per il Cremlino.

Internet non perdona Sul web, infatti, si è scatenata la classica contro-informazione a colpi di battute ed è nato un hashtag su Twitter – #zitatiPutina – per raccogliere le ‘profezie’ che non hanno trovato spazio nella raccolta. Come quella secondo cui l’economia mondiale “sarebbe crollata” se il prezzo del petrolio fosse sceso “sotto gli 80 dollari al barile”.

Seguono poi frasi famose di Putin che, sebbene non possano essere catalogate come ‘profezie’, certamente restano nelle mente dei russi: da “noi abbiamo le leggi, ma la vita è più complicata” a “Nemtsov ha scelto la via della lotta politica ma questo non significa che una persona debba essere necessariamente uccisa”. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha comunque bloccato sul nascere ogni possibile ‘speculazione’ dichiarando di non “sapere nulla” del libro e di non poter dunque rispondere alle domande dei giornalisti.

Bill Cosby incriminato per violenza sessuale: l’attore processato per un episodio del 2004

Il procuratore della Pennsylvania ha presentato formalmente la prima richiesta di condanna per abusi sessuali contro l’attore Bill Cosby, 78 anni. La notizia è riportata sul sito della Bbc. Le accuse del Pubblico Ministero nei confronti di Cosby riguardano abusi sessuali aggravati, e arrivano dopo un’indagine che include la testimonianza di un ex impiegata dell’università locale e un presunto accadimento avvenuto nel 2004.

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Lui stesso aveva dichiarato precedentemente sotto giuramento di aver avuto un incontro sessuale consensuale con la donna. Il caso era stato riaperto dopo che dozzine di donne avevano denunciato presunti abusi da parte dell’attore americano. Andrea Constand, che era impiegata della Temple University al tempo dei paventati abusi, aveva fatto causa a Cosby nel 2005. La donna aveva raccontato di essere stata ingannata attraverso l’assunzione di droghe prima di essere violentata dall’attore e regista americano. La decisione sul caso sarà presa entro l’estate. Alcune testimonianze del processo sostengono che Cosby abbia ammesso di avere dato alle donne un sedativo, il Quaaludes, quando voleva fare del sesso con loro.

Sara Tommasi e il pornoprocesso, chiesta la misurazione del pene del cameraman

Nel mondo pavloviano del porno c’è una novità che trascina la trama, gli attori e la troupe di «Confessioni private» in un corto circuito che dribbla Boccaccio, passa da Brancati e arriva in un tribunale di Salerno. Sara Tommasi – una donna che incarna il principio enunciato da Carmelo Bene: «essere poco presente a se stessi»; improvvisata attrice porno, sull’onda di una serie di non indimenticabili performance che la vedevano partire da

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Miss Italia, laurearsi alla Bocconi, studiare recitazione (con poco profitto) e soprattutto aggirarsi nuda ovunque da un mucchio di programmi televisivi fino a casa Berlusconi – è riuscita nell’intento di sovvertire la ripetitività dei film porno.
Come l’attore che si sottrae alla parte perché sente traditi il suo impegno e la sua esperienza. In mezzo la confusa Tommasi che già in passato ha regalato scarse trame alla Philip Dick: le sarebbe stato impiantato un microchip nel corpo, che poi è causa di tutti i suoi disturbi, che l’ha portata a un ricovero in clinica e all’abuso di psicofarmaci.
Quindi dal microchip si arriva alla «Ciociara» in un giro di camera, con un ricorso compulsivo ai tribunali – già in passato aveva fatto condannare un produttore di film porno. Si potrebbe, attraverso il corpo di Sara Tommasi, riassumere molto del nostro Paese e delle ossessioni che lo attraversano, in un corto circuito diarchico: pubblico/privato – professionisti/società civile, che si confondono e mischiano, fino a sovvertire anche uno dei pochi campi lavorativi dove il merito è innegabile: quello del porno. In una degenerazione con aggiunta di repressioni violente che diventa la chiave del merchandising contemporaneo, dove la merce – in una declinazione occidentale – è il corpo, usato non per fame ma per fama. Facendo coincidere in una sola inquadratura: ethos, ethnos ed eros. Tirando fuori la vocazione condominiale che l’Italia da sempre si tira dietro e che ormai domina tutto: dai romanzi ai partiti.
Sara Tommasi incarna la parte debole e confusa di questa vocazione, porta se stessa fino all’estremo – pagandone le conseguenze – e ci costringe a guardare l’aspetto misero e ridicolo di chi non ha attitudini ma solo derive. In un tempo logoro, rifà Boccaccio senza stile, privo di erotismo e incapace di generare la curiosità che il sesso chiede; passa da Brancati ma non riesce a fasciare la carne né il desiderio, divenendo scarno pruriginoso racconto di tribunale; e si assesta in una zona di gioco al ribasso dove l’iconografia più azzeccata è lo stereotipo.

Serie tv, nel 2015 “Il trono di spade” è ancora “la più nuda” di tutte

Il 2015 si chiude con tante novità e una conferma: la serie tv “più nuda” è “Il trono di spade”, che conferma così il primato conquistato già l’anno passato.

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Anche nella nuova stagione la saga fantasy è stata ricca non solo di intrighi e avventure ma anche di scene di sesso decisamente esplicite. A seguirla “Orange Is The New Black”, sempre più serie di culto, e la sci-fi storica “Outlander”.

Paolo Belli, incidente in bici a Carpi: urtato da un’auto, finisce contro il guardrail

Il cantante Paolo Belli è stato urtato da un’auto mentre percorreva in bici da corsa una strada nei pressi di Carpi, nel Modenese. Lo stesso artista ha postato su Facebook una foto in cui si nota una ferita riportata allo zigomo destro.

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«Ringrazio il conducente della vettura, che urtandomi, mi ha fatto sbattere contro il guardrail e non si è nemmeno fermato – scrive Belli – Comunque niente di grave». Belli si esibirà a Riccione per il concerto di Capodanno in viale Ceccarini.

“Zuckerberg donerà miliardi di dollari a chi condivide questo status…” e il web impazzisce

“Mark Zuckerberg ha annunciato che donerà 45miliardi di dollari. Quello che potresti non sapere è che ne darà il 10 per cento a persone come me e te. Basta che copi e incolli questo status su Facebook”.

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Ovviamente, manco a dirlo, si tratta di una bufala. Ma, come riporta il sito Metro.co.uk, questo non ha impedito a milioni di persone in tutto il mondo di caderci (o di sperarci), condividendo sul proprio profilo questo messaggio.
A dare maggiore autorevolezza alla mendace catena di Sant’Antonio, il fatto che sia stata lanciata pochi giorni dopo l’annuncio di Zuckerberg di donare il 99 per cento delle sue azioni in beneficenza. E così molti hanno postato lo status cadendo nel tranello oppure hanno pensato: “Io ci provo, non si sa mai…”.